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Direzione e uffici C.I.B.

Direzione CIB:
Prof. Claudio Schneider
Email: claudio.schneider@Lncib.it

Segreteria CIB:
Prof. Roberto Gambari
Email: roberto.gambari@unife.it

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA:
Elisabetta Lambertini
Tel: 0532/974451
Fax: 0532/974484
E-mail: lmblbt@unife.it

AMMINISTRAZIONE:
Vanessa Florit
Area di Ricerca
Padriciano, 99 - 34012 Trieste
Tel: 040/398979
Fax: 040/398990
E-mail: cib@lncib.it

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Storia Stampa

Il Consorzio Interuniversitario per le Biotecnologie (C.I.B.) è stato costituito il 26 marzo 1987 tra le Università di Trieste, Brescia, Milano, Parma, Roma "La Sapienza", Udine e Viterbo "della Tuscia". Hanno successivamente aderito le Università di Bari (1988), Firenze (1988), Genova (1988), Verona (1988), Ferrara (1989), Padova (1989), Catania (1990), Bologna (1991), Urbino (1991), Napoli (1992), Torino (1995), Modena (1995), Perugia (1998), Pavia (2000), Milano Bicocca (2000), Siena (2000), l'Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" (2001) ed in fine l'Università dell'Insubria per un totale di 25 Università.

Il C.I.B. ha ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica con il D.P.R. 18 luglio 1988, pubblicato nella G.U. n. 268 del 15 novembre 1988, dopo un iter preparativo d'alcuni anni promosso dall'Università di Trieste a far data dal 30 maggio 1986.
Lo scopo del Consorzio è quello di promuovere e coordinare le attività di ricerca scientifica e di trasferimento nel campo delle biotecnologie avanzate nei settori biomedico, agro-alimentare, industriale e farmaceutico, zootecnico-veterinario, ambientale, avvalendosi d'unità di ricerca nelle Università consorziate. Si tratta di una struttura trasversale che ha anche lo scopo di superare le "barriere accademiche", favorendo e stimolando la collaborazione fra gruppi di ricerca d'aree culturali e scientifiche diverse.

Attraverso quest'integrazione e questo scambio diventa possibile promuovere progetti che richiedono competenze complementari e interdisciplinari per la loro realizzazione. Nello stesso tempo l'afferenza al Consorzio permette di avere una visione d'insieme delle competenze presenti a livello nazionale e dei problemi da affrontare; attraverso la Banca Dati, sarà possibile da un lato, individuare i gruppi che hanno le competenze per risolvere specifici problemi, dall'altro coordinare l'attività di gruppi anche lontani, concentrando gli sforzi ed evitando inutili sovrapposizioni.

E' particolarmente interessante richiamare, a questo proposito, il parere del Consiglio di Stato (sezione II, n. 242/88, del 23 marzo 1988) il quale sottolinea che "la costituzione del C.I.B. risponde ad una precisa esigenza dello sviluppo delle biotecnologie in Italia ed è importante anche perchè lo stesso C.I.B. viene ad assumere funzioni di coordinamento nazionale, in coerenza con i principi della collaborazione universitaria, e con la possibilità di scambi, attraverso la stipulazione di contratti e convenzioni con il C.N.R., con l'E.N.E.A., l'E.N.I. e con altri enti pubblici e privati, nazionali ed internazionali". Il C.I.B. in cifre: 25 Università Consorziate 1 Laboratorio Nazionale 350 Unità Operative oltre 3000 ricercatori